Pieve di Sant’Innocenza a Piana

La Storia

Pieve di Sant'Innocenzo a Piana

Pieve di Sant'Innocenzo a Piana | La Ripolina

Un luogo fuori dal tempo, alle porte di Buonconvento

Immersa nella campagna senese, a pochi chilometri da Buonconvento e a circa 30 km da Siena, la Pieve di Sant’Innocenzo a Piana domina dall’alto della collina la valle del torrente Stile. La sua storia si perde nella notte dei tempi Laripolina e rappresenta uno dei monumenti medievali più affascinanti e meno conosciuti della Toscana. Oggi, restaurata e valorizzata, è parte integrante dell’agriturismo La Ripolina: soggiornare qui significa vivere a pochi passi da secoli di storia.

Le origini: tra leggenda e documento storico

Alcuni storici fanno risalire la Pieve al VII-VIII secolo, ritenendo che diversi canonici vi abbiano fatto vita di comunità. Le radici così profonde si spiegano con il contesto storico: in quel periodo le popolazioni rurali avevano un grande bisogno di strutture solide che offrissero rifugio e protezione dagli assalti dei Barbari.

La prima notizia documentata di un Rettore della Pieve risale al 1081, anno a partire dal quale la chiesa compare con regolarità nelle fonti storiche. La Pieve è inoltre menzionata nella bolla pontificia del 1189 di Papa Clemente III, diretta a Bono, vescovo di Siena, a testimonianza della sua rilevanza ecclesiastica già in epoca medievale.

La struttura romanico-medievale: architettura e arte

La Pieve ha conservato le fattezze severe del Romanico: realizzata con filari di pietra e cotto nella facciata, presenta una struttura in mattoni, un portale con arco a tutto sesto e, all’ordine superiore, una grande finestra monofora. La pianta è a croce latina e a navata unica, con copertura a capriate, e termina con un’abside quadrangolare con volta a botte e monofore ad arco acuto.

All’interno rimangono preziose tracce di affreschi trecenteschi, che in origine dovevano ornare tutte le superfici: si possono apprezzare decorazioni geometriche policrome, il ritratto di San Pietro e due angeli, quello di San Cristoforo con un committente inginocchiato e quello del Beato Franco da Grotti. 

La fortezza della Repubblica di Siena

Tra il XII e il XIV secolo la chiesa venne progressivamente fortificata. I lavori furono diretti probabilmente dallo Spedale di Santa Maria della Scala che, per ordine della Repubblica di Siena, adibì una parte della costruzione a grancia. Nel 1397, quando le truppe fiorentine invasero parte del territorio senese, i senesi ordinarono allo Spedale di Santa Maria della Scala di rafforzarne le difese. 

Alla Pieve si affianca una grande costruzione in mattoni con alta base a scarpa che conserva in un tratto le antiche strutture difensive: un apparato sporgente con mensole a piramide rovesciata e doppia fila di mattoni per punta sopra gli archetti, tipico delle fortificazioni senesi del XIV secolo. Nell’angolo est rimane un torrione sporgente. 

La Pieve e i Papi: un luogo di storia pontificia

La Pieve fu residenza estiva dei Vescovi di Siena e ospitò anche due Papi. Nella canonica alloggiò il 1° luglio 1538 Papa Paolo III, durante il suo ritorno a Roma in seguito alla tregua di Nizza. Una storia di grandezza che poche pievi rurali in Toscana possono vantare.

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Dal Vescovado di Siena all’arricchimento barocco

Affrancatasi dal Vescovado di Siena nel 1599, la Pieve tornò ad essere indipendente dopo alcuni secoli; in cambio dell’autonomia ottenuta, fu stabilito che la parrocchia avrebbe fornito alla Mensa Vescovile una certa quantità di “moscatello”, a dimostrazione dell’ottima qualità del vino prodotto nella zona.

I vicari perpetui che si succedettero alla reggenza della Pieve dal 1600 in poi contribuirono all’arricchimento della chiesa con dipinti, altari e stucchi barocchi. 

Il declino e il recupero: una storia di rinascita

Con la caduta della Repubblica di Siena e il passaggio al Granducato dei Medici, la Pieve perse d’importanza e la sua storia andò di pari passo con le vicissitudini della popolazione residente, per la maggior parte contadina. 

Con il graduale spopolamento delle campagne, la Pieve di Piana cessò di avere un ruolo guida nella vita delle genti della Val d’Arbia e nel 1963 la parrocchia venne trasferita a Seravalle. Seguirono lunghi anni di abbandono, saccheggi degli arredi e degrado. Solo dopo un parziale restauro è tornata ad essere meta di culto, e gran parte dei suoi antichi tesori “recuperati” sono oggi custoditi nel Museo di Arte Sacra di Buonconvento.

La Pieve oggi: storia e ospitalità a La Ripolina

Oggi la Pieve di Sant’Innocenzo a Piana è parte dell’agriturismo La Ripolina, dove l’antico complesso monastico e rurale è stato trasformato in accoglienti appartamenti. Soggiornare a La Ripolina significa dormire nel cuore di un sito millenario, circondati dalla bellezza della campagna senese, a due passi dalla Via Francigena e dai borghi medievali della Val d’Arbia.

Un luogo dove la storia non è nei libri: è nelle pietre che ti circondano.

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